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cette fin du monde de poche s’exprimait tout entière dans la syllabe fragm (Michel Leiris)

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ORSAROSSA / ILBANCHETTO DELLL’ANGELO

Posted by alfredoriponi su ottobre 6, 2006

Gelo

Se quella ragazza fosse morta per amore , malattia o solitudine non lo sapremo mai. […] la donna virtuale che donò tutto il suo amore al fantasma di un uomo crudele […] Eros -eroinomane -thànatos. Quella stessa identica ragazza morta cominciò ad essere baciata e penetrata da migliaia di persone… Per generazioni milioni di estranei premeranno le loro labbra e loro dita su di lei, una copia esatta di quelle labbra morte affogate un giorno gelido con l’ alta marea e il vento che soffiava forte dentro le sue ossa malate a Venezia. […] Continueranno a tentare di salvare la stessa ragazza […] Quella donna che voleva soltanto amare ed essere un po ” amata” … La ragazza che divenne un oggetto…  Che si innamorò di un fantasma greco, dell’ uomo sbagliato …

ORSAROSSAIl banchetto dell’angeloEdizioni Associate, Roma 2006, pp. 171, Euro 12

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[…] infilo anelli pesanti alle dita, che non tremino le mani e mi siano posate – quiete – lungo i fianchi – […] Siamo insetti nell’ombra coviamo larve attendiamo crisalidi […] congiunture femorali raggiri raggeli rauca e pigra muovo un passo tiro il filo mi sfilo l’anima la ripiego te la spiego te la dono ti perdono […]. Malgrado me ebbra di vita ancora ho carne e fiato cuore di burro cuore ammaliato[…]. Ti sono buio e anche luce mi sei corona di spine gloriose rovine mi sei eco all’orecchio riflesso allo specchio fluida mi perdo densa mi involo un’attitudine,un gioco un’attimo solo.

ORSAROSSA, Inedita

 

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Vento gelido

“Bufera di neve che spande ondate di polvere di ghiaccio su giardini”
Allen Ginsberg
Amore, malattia o solitudine, impossibile sapere di e per cosa si muore, si muore e basta, perché amore e malattia generano solitudine, laddove l’amore non è più nulla, se non pressione penetrazione di mani e corpi estranei. “ Labbra morte affogate un giorno gelido con l’ alta marea”, mai scritto nulla di più forte e duro sui nostri corpi morti, insensibili oramai alla vita, penetrati da altri corpi morti. E la riemersione da questo dolore, indifferente dolore, è un verso quasi tenero “E il vento che soffiava forte dentro le sue ossa malate a Venezia.” Sentire il vento nelle ossa e non sulla pelle, un vento che non scivola e accarezza, ma “soffia forte” nel cavo delle ossa malate, ed è gelido. Perché non si può amare se si vuole salvare l’Altro da se stesso, o essere solo il fantasma di una presenza in una vita che fa fatica senza un minimo d’amore, che percepisce il vuoto attraverso le ossa.
Bisogna attendere la fine per capire cosa c’è di perfetto in una vita “apparentemente” sbagliata, vita allo stadio larvale, spettrale, siamo insetti nell’ombra coviamo larve attendiamo crisalidi”, ma che non dispera di diventare farfalla.*
Stranezza del verbo, dei verbi che sembrano scontrarsi a distanza nel testo, e poi venirsi incontro; “infilarsi pesanti anelli alle dita” e “come un filo sfilarsi l’anima”. L’anello è pesante simbolo che non si dona; si da l’anima, si dona l’anima che non ha peso e non si sporca; l’anello serve solo a tenere le mani “posate – quiete – lungo i fianchi”, affinché “non tremino”. Si dona l’anima insieme al perdono. Ti perdono perché non l’hai accolta, e ti chiedo perdono di avere un corpo che ha “carne e fiato”, e un “cuore di burro”, troppo tenero, un cuore dove leggerai la mia pena e la mia condanna a vivere di niente, di un’estasi corporea che solo le non-sante hanno. Non so se è “banchetto” o “lotta” con l’Angelo.
“ E di ogni parola o silenzio tuo io ne faccio eco o risonanza. Ho sperato fino all’ultimo che tu potessi amarmi ,almeno un po’. In fondo non era faticoso. Una goccia d’acqua ogni tanto. Come si fa con le piante d’appartamento. Quelle dimenticate negli angoli.” (O. R.)

 

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2 Risposte to “ORSAROSSA / ILBANCHETTO DELLL’ANGELO”

  1. superbo questo testo, Al!
    Ne riporto da me solo una parte, invitando gli altri a venirti a leggere…
    Un caro saluto
    Mario

  2. Se quella ragazza fosse morta per amore , malattia o solitudine non lo sapremo mai. […] la donna virtuale che donò tutto il suo amore al fantasma di un uomo crudele […] Eros -eroinomane -thànatos. Quella stessa identica ragazza morta cominciò ad essere baciata e penetrata da migliaia di persone… Per generazioni milioni di estranei premeranno le loro labbra e loro dita su di lei, una copia esatta di quelle labbra morte affogate un giorno gelido con l’ alta marea e il vento che soffiava forte dentro le sue ossa malate a Venezia. […] Continueranno a tentare di salvare la stessa ragazza […] Quella donna che voleva soltanto amare ed essere un po ” amata” … La ragazza che divenne un oggetto… Che si innamorò di un fantasma greco, dell’ uomo sbagliato …

    mio-anche la mano

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