fragm

cette fin du monde de poche s’exprimait tout entière dans la syllabe fragm (Michel Leiris)

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Glissant / H

Posted by alfredoriponi su gennaio 28, 2010

«… e quindi nessuno aveva un padre, non una personale Porto Rico o Haiti, ma solo visi di madre che germinavano sempre avventandosi in quei momenti quasi calcolabili giù da qualche oscuro antico generale affronto e offesa generale che l’attuale carne viva articolata non aveva neppure sofferto ma solo ereditato; tutta la carne fanciulla che camminava e respirava proveniva da quell’unica ambigua elusa oscura paternità e così si affratellava perenne e onnipresente sotto il sole… » (Faulkner) « Nei Caraibi e in America Latina, la fioritura delle bidonville ha calamitato masse di nullatenenti e cambiato il ritmo delle loro voci. Nelle isole, contadini neri o indù hanno dato battaglia all’arbitrio e alla povertà assoluta. I negri del sud degli Stati Uniti sono saliti verso il Nord, lungo l’underground rail-road, verso le città violentemente in via di disumanizzazione, dove però gli scrittori di Harlem, per fare un esempio, hanno scritto la loro rinascita sui muri della solitudine. Una letteratura urbana è apparsa così a Bahia, a New York, a Jacmel o a Fort-de-France. L’area della Piantagione, dopo essersi congiunta alle superfici infinite dell’hacienda o del latifundium, si è sparpagliata per finire in questi dedali di lamiere e di cemento in cui si rischia il nostro comune divenire. Ma è proprio a questa seconda matrice della Piantagione, dopo quella della nave negriera, che occorre ricondurre la traccia delle nostre origini, difficili e opache. »
(Edouard Glissant)
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«La tua presenza, Madre mia, / dramma vivo di una razza / dramma di carne e sangue… / Per la tua voce / voci venute dalle piantagioni di caffè / di canna di riso di caucciù di cotone… / Voci delle piantagioni della Virginia dei campi delle / Caroline Alabama Cuba Brasil… / Voci dalle fabbriche dalle distillerie dalle tongas / dalle pampas dalle officine. / Voci dall’Harlem District South dalle sanzalas. / Voci che gemono blues, / salendo dal Mississipi, / risuonando nei vagoni. / Voci che piangono nella voce di Carrothers / da tutta l’America da tutta l’Africa. / Voci di tutte le voci, nella voce alta di Langston / nella bella di Guillèn… / Luccicanti dorsi sotto i soli più forti del mondo / che fecondano con il sangue e addomesticano con il sudore / le più ricche terre del mondo contorti nel tronco / pendenti dalla forca / abbattuti da Lynch risuscitati / come zombie in Toussaint sollevati… / Vedo oceani di dolore chiarori di sole cadente, / paesaggi violetti paesaggi drammi di Cam e di Jafet… » (Lefty e Halifax).

Posted in faulkner, traduzioni | 1 Comment »

MICHEL DEGUY / Donnant Donnant

Posted by alfredoriponi su gennaio 1, 2010

Phases

Ce bal assez paisible où les arbres ont costume d’arbre et un tapis de terre est jeté sur le centre où les morts mêmes ne peuvent parvenir mangeurs de cailloux et les ongles révulsés contre la porte impraticalble et où le voile d’herbes et d’air, de laines et de couleurs et de trompeuse tranparence d’eau prend l’homme au corps et jusqu’au masque dur des machoires et monte jusqu’aux yeux

                                                                seuls
                                                                où un peu de nudité parfois tressaille
*
Fasi 

Questa calma danza dove gli alberi hanno parvenza d’albero e un tappeto di terra buttato nel mezzo dove anche i morti non possono apparire mangiatori di sassi e unghie deformate contro la porta impraticabile e dove il velo d’erba e d’aria, di lana e colori e ingannevole trasparenza acquatica afferra il corpo dell’uomo e fino alla dura maschera delle mascelle e sale fino agli occhi

                                                                i soli
                                                                dove un pò di nudità talvolta sussulta
*
Ethica

Avez-vous ouï du Christ qui nous quittait à Emmaus ? Vos yeux absents sont percés de couteaux

Ce quelque chose d’inquiétant dont seul me protège le seul inusable amour (de Janissaires désertaient par amours des enfants) et je voudrais aussi que ce fut par toi tes dents tes genoux tes oreilles posées à la fin Car c’est muette comme un verger que l’homme t’approche Je cherche et que le geste de donner ne soit plus la ruse de l’orgueil

Avete udito del Cristo che ci ha lasciato a Emmaus? I vostri occhi assenti trafitti da coltelli

Questa cosa inquietante da cui solo mi protegge il solo inconsumabile amore, ( Giannizzeri disertavano per amore dei bambini) e io vorrei anche che fosse attraverso te i tuoi denti i tuoi ginocchi i tuoi orecchi infine pacati Perché è muta come un frutteto che l’uomo ti avvicina Io cerco e che il gesto di dare non sia più l’astuzia dell’orgoglio

Michel Déguy, Donnant Donnant (Poèmes 1960-1980), Poésie / Gallimard

trad. alfredo riponi

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