fragm

cette fin du monde de poche s’exprimait tout entière dans la syllabe fragm (Michel Leiris)

  • Commenti recenti

  • Classifica Articoli e Pagine

  • Articoli Recenti

  • Archivi

  • Categorie

  • Meta

  • Blog Stats

    • 21,257 hits
  • luglio: 2013
    L M M G V S D
    « Giu   Ago »
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  
  • Pagine

Jacques Rancière / Il linguaggio frammenta

Posted by alfredoriponi su luglio 19, 2013

Si dica pure, se lo si desidera, che la verità riunisce. Ma ciò che riunisce degli uomini, ciò che li unisce, è il non-essere gregari (non-agrégation). Scacciamo la rappresentazione di questo cemento sociale che pietrifica le teste pensanti dell’età postrivoluzionaria. Gli uomini sono uniti perché sono degli uomini, cioè degli esseri distanti. Il linguaggio non li riunisce. È, al contrario, la sua arbitrarietà che, costringendo a tradurre, pone gli uomini in una comunità di sforzo – ma anche in una comunità d’intelligenza: l’uomo è un essere che sa riconoscere molto bene quando colui che parla non sa ciò che dice. La verità non aggrega affatto gli uomini. Essa non si offre loro. Esiste indipendentemente da noi e non si sottomette alla frammentazione delle nostre frasi. «La verità esiste per se stessa; essa è ciò che è e non ciò che è detto. Dire dipende dall’uomo; ma la verità non ne dipende punto». Ma essa non ci è perciò del tutto estranea e noi non siamo esiliati dalle sue terre. L’esperienza di veracità ci lega al suo centro assente, ci fa ruotare attorno al suo fuoco. Innanzitutto, possiamo vedere e mostrare delle verità. Così, “ho insegnato ciò che ignoro” è una verità. È il nome di un fatto che è esistito, che può riprodursi. Quanto alla ragione di questo fatto, è per il momento nulla più di un’opinione e forse non sarà mai altro che questo. Ma, con questa opinione, noi ruotiamo attorno alla verità, di fatto in fatto, di rapporto in rapporto, di frase in frase. L’essenziale è non mentire, non dire che si è visto quando si è guardato ad occhi chiusi, non raccontare altro da ciò che si è visto, non credere di aver spiegato là dove si è solo nominato.

[Jacques Rancière, Il maestro ignorante, Mimesis 2008 ; Le maître ignorant, Fayard 1987-10/18 Poche, 2004]

http://www.mimesisedizioni.it/Volti/Il-maestro-ignorante.html

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: