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cette fin du monde de poche s’exprimait tout entière dans la syllabe fragm (Michel Leiris)

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Archive for the ‘Heissenbüttel’ Category

Ghérasim Luca | Helmut Heissenbüttel

Posted by alfredoriponi su aprile 21, 2016

 

da LA PROIE S’OMBRE / Ghérasim Luca

 

Il turbine che riposa

 

ciò che passa per perfettamente immobile / spinge ciò che sembra curiosamente deambulante / a fingere d’esser fisso se non immutabile

così ciò che ha l’aria di fermarsi malgrado tutto / passa per agitarsi follemente intorno

ciò che si muove o no in un angolo oscuro / della stanza o piuttosto ciò che scivola / tra i passi di ciò che si muove / o riposa nel bel mezzo di un turbine / e soprattutto il mobile che ha l’aria / d’avventarsi a piccoli balzi immobili / al di sopra / fingono d’essere perfettamente / ciò che ha l’aria d’essere / curiosamente deambulante / e con ciò che finge di passare / per ciò che finge d’essere / fisso se non immutabile / spingono ciò che è perfettamente immobile / a farsi passare per / ciò che spinge a fingere / di passare per curiosamente deambulante / di passare da perfettamente immobile / a ciò che ha perfettamente l’aria d’essere / ciò che passa / o piuttosto a ciò che spinge / ciò che ha / l’aria d’essere ciò che passa / a oltrepassare perfettamente ciò che passa / a oltrepassare anche ciò che oltrepassa ciò che passa / pur fingendo d’essere / curiosamente oltrepassato da ciò che passa / a spingere tutto / tutto ciò che passa o no / ad aver l’aria d’essere perfettamente oltrepassato / di non essere che oltrepassato / di nascere fisso e oltrepassato in un angolo …

(La Fine del mondo / Ghérasim Luca ; Joker 2012 – La proie s’ombre ; Josè Corti 1991)

*

da TESTI 3 / Helmut Heissenbüttel

 

che che che che

 

voix d’abord de hors qua qua (Samuel Beckett)

se qualcosa attraversa qualcosa allora tutto ciò che è tutt’intorno è qualcosa che è uguale intorno tutt’intorno e ciò che eventualmente è diverso da qualcos’altro tuttavia non è diverso tutt’intorno da qualcos’altro

se però qualcosa che ha attraversato qualcosa viene fuori da qualcosa attraverso cui è passato qualcosa allora ciò da cui è venuto fuori qualcosa è qualcosa che non è più tutt’intorno ma qualcosa che se ne va e qualcosa che se ne va diventa a poco a poco qualcosa che se ne è andato e qualcosa che se ne è andato è qualcosa che è di fuori e qualcosa è di fuori è qualcosa che ha aspetto diverso e così qualcosa che ha attraversato qualcosa se viene fuori da qualcosa attraverso cui è passato recepisce di ciò attraverso cui è passato opinioni

un’opinione che qualcosa ha di qualcosa attraverso cui è passato qualcosa è allora qualcosa mediante cui qualcosa che ha attraversato qualcosa può distinguere ciò attraverso cui è passato qualcosa ammesso che ciò attraverso cui era passato qualcosa fosse fatto di qualcosa che aveva grandezza diversa allora mentre qualcosa attraversava qualcosa che era più grande o più piccolo non era così grande o così piccolo perché intanto tutto tutt’intorno non era qualcosa che era piccolo o grande ma solo qualcosa che era tutt’intorno

ora se però qualcosa che aveva attraversato qualcosa viene fuori da qualcosa attraverso cui era passato allora ciò da cui viene fuori qualcosa è qualcosa che se ne va e qualcosa che se ne va ha quindi diversa grandezza e piccolezza o comunque ciò che è venuto fuori da qualcosa è dell’opinione che ciò da cui è venuto fuori qualcosa è qualcosa che ha diversa grandezza e piccolezza

ora se però qualcosa attraverso cui era passato qualcosa diventa qualcosa che se ne va sempre più lontano ciò che ha diversa grandezza e piccolezza diventa sempre meno diverso e ciò attraverso cui era passato qualcosa e di cui ciò che aveva attraversato qualcosa aveva l’opinione che avesse diversa grandezza e piccolezza diventa quindi qualcosa che diventa sempre più uguale o per lo meno ciò che aveva attraversato qualcosa ha l’opinione che diventi sempre più uguale e ciò che finalmente è molto lontano da ciò che aveva attraversato ha di ciò di cui è molto lontano l’opinione che sia qualcosa che è in sé del tutto uguale e indifferente e quanto più qualcosa è lontano da qualcosa attraverso cui una volta era passato qualcosa tanto più esso diventa indifferente

(Testi 1 | 2 | 3 / Helmut Heissenbüttel ; tr. Emilio Picco ; Einaudi 1968)

 

*

Come nelle ultime prose di Samuel Beckett, le parole si ripetono in un movimento che sembra raggiungere, nell’estrema velocità, l’immobilità. “Quale di tutti i luoghi immaginabili ha meno probabilità di svanire? E a lungo andare si starà meglio nel moto o nella quiete?” (S. Beckett, Compagnia, Jaca Book 1986).

*

Helmut Heissenbüttel su GAMMM

http://gammm.org/index.php/2006/06/29/da-testi-1-2-3-helmut-heissenbuttel/

http://gammm.org/index.php/2006/10/26/da-testi-123-helmut-heissenbuttel-ii/

http://gammm.org/index.php/2007/08/27/da-testi-123-helmut-heissenbuttel-iii/

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Helmut Heissenbüttel / La fin de d’Alembert

Posted by alfredoriponi su luglio 21, 2013

Lire à la place du mot antinomie le mot Anthée. Descendre le soir à la plage. Le vent s’est calmé. Au nord-ouest le ciel est couleur melon pale. Au large à l’est la nuit repose déjà sur les flots. Les galets sont encore chauds. S’asseoir dans l’un de ces lieux de repos que le gel a sculptés et la mer polis. Au loin clignote un phare. L’air s’est rafraichi. Le jour est tombé. De la mer parviennent des cris de mouettes comme des appels de naufragés. Penser à Hambourg et au ménage d’Alembert et à Ottilie Wildermuth.

 

Leggere al posto della parola antinomia la parola Anteo. Scendere in spiaggia alla sera. Il vento si è calmato. A nord-ovest il cielo è colore melone pallido. Al largo ad est la notte dorme già sui flutti. I ciottoli sono ancora caldi. Sedersi in uno di questi luoghi di riposo che il gelo ha scolpito e il mare levigato. Lampeggia in lontananza un faro. L’aria si è rinfrescata. Il giorno declina. Dal mare giungono le grida dei gabbiani come richiami di naufraghi. Pensare ad Amburgo e al menage d’Alembert e a Ottilie Wildermuth.

 

[Helmut Heissenbüttel, La fin de d’Alembert, Denoel 1973 – D’Alemberts Ende, Hermann Luchterhand 1970]

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Helmut Heissenbüttel

Posted by alfredoriponi su marzo 17, 2013

Piero

 

 

“Piero della Francesca et la fumée sur le ciel de décembre”

 [H. Heissenbüttel, Livres de lecture]

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« Sulla letteratura » / H. Heissenbüttel

Posted by alfredoriponi su novembre 7, 2012

 

Estratto da “Sulla letteratura” di  Heissenbüttel che già nel 1966 faceva il punto sul futuro della poesia… indicando la via…

 

 

1. “Des mots, des groupes de mots, des phrases s’organisent en fonction d’un je ne sais quoi qui, au début, échappe à mon appréhension conceptuelle. Et pourtant ces bouts de phrases sont comme des traits de lumière qui transpercent ma cécité foncière. Le principe selon lequel ces détails se combinent (ce qu’on appelle principe formel) est d’ordre thématique. Le thème est toujours en la circonstance ce qui, par sa capacité de réunir et d’assembler, éclaire en concrétisant (il ne se définit pas par le contenu)”.

 

“Parole, gruppi di parole, frasi che s’organizzano in funzione di un non so che, che, all’inizio, sfugge alla mia comprensione concettuale. E tuttavia questi pezzi di frasi sono come lineedi luce che trapassano la mia innata cecità. Il principio secondo cui questi dettagli si combinano (ciò che chiamiamo principio formale) è di ordine tematico. Il tema è sempre nella circostanza quello che, per la sua capacità di riunire e di assemblare, illumina concretizzando (non si definisce per il contenuto)”.

 

2. “D’une part on s’efforce par principe, dans un dessein conservateur, de sauver ce qui reste à sauver. Mais ces tentatives ne sauvent rien du tout, elles ne font que souligner le dilemme. De l’autre, les éléments du langage, que ce soit des vocables, ou des phonèmes, ou des fragments de phrases isolés, ou des schémas syntaxiques abstraits condensés en formules, sont par erreur considérés comme un simple matériau, de simples pierres dont on peut user à volonté. Cette réaction elle aussi ne conduit manifestement pas à la solution, mais bien au contraire à l’aggravation du dilemme”

 

“Da un lato ci si sforza per principio, in un progetto conservatore, di salvare ciò che resta da salvare. Ma questi tentativi non salvano proprio niente, non fanno che sottolineare il dilemma. Dall’altro, gli elementi del linguaggio, che siano dei vocaboli, dei fonemi, dei frammenti di frasi isolate, o degli schemi sintattici astratti condensati in formule, sono erroneamente considerati come un semplice materiale, semplici pietre di cui ci si può servire a volontà. Anche questa reazione non porta evidentemente ad alcuna soluzione, ma al contrario all’aggravamento del dilemma”.

 

3. “Ce qu’on lit mot pour mot révèle souvent son sens avant que l’on puisse le formuler clairement. Et puis ces structures sont ouvertes. De part leur nature elles appellent une réplique dans l’imagination verbale du lecteur ou de l’auditeur. Le fait qu’elles soient ouvertes, et non fermées selon des modèles formels comme ceux de la poésie conventionnelle, cela me paraît être un signe de confiance en soi. Mais on apprend par cœur à reconnaître, plus aisément qu’on ne le croit, les limites de l’arbitraire. Il faut seulement se plonger une bonne fois dans ce genres de structures. Ce qui s’élimine garde alors un sens en tant qu’exercice”

 

“Ciò che si legge parola per parola rivela spesso il suo senso prima che si possa formularlo chiaramente. E poi queste strutture sono aperte. Per loro natura chiedono una replica nell’immaginazione verbale del lettore o dell’ascoltatore. Il fatto che siano aperte, e non chiuse secondo modelli formali propri della poesia convenzionale, ciò mi sembra essere di per sé un segno di fiducia. Ma s’impara presto a riconoscere, più facilmente di quanto non si creda, i limiti dell’arbitrario. Bisogna soltanto immergersi una buona volta in questo genere di strutture. Ciò che si elimina conserva allora un senso in quanto esercizio”.

 

[trad. mia dal francese].

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Helmut Heissenbüttel

Posted by alfredoriponi su settembre 2, 2012

da TESTI 1 / Helmut Heissenbüttel

la gialla luce di settembre della sera piovosa deflagra senza suono come un proiettile di silenzio

*

qui sostano le grandi farfalle azzurre

espandimenti di inaudibile accadono

qui approdano i verdi balconi della mia preistoria

quartieri noti si spostano lentamente attraverso zone cittadine sconosciute

i pioppi neri si chinano gli uni sugli altri e ammutoliscono

biciclette defunte scorrono lente per il mondo smemorato

finestre vuote si muovono a larghe teorie addentro per la contrada silenziosa

? che cercano le finestre vuote?

*

 ora viene di nuovo settembre abitudine la casa e chi abbandona a casa non

(Testi 1 | 2 | 3 / Helmut Heissenbüttel ; tr. Emilio Picco ; Einaudi 1968)

*

Helmut Heissenbüttel su GAMMM

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Helmut Heissenbüttel

Posted by alfredoriponi su agosto 27, 2012

da TESTI 3 / Helmut Heissenbüttel

 

Doomsday

veramente era un in tutto e per tutto simile sporco paesucolo e il bello sta semplicemente in questo che essi non lo sanno altrimenti e là era è via era là è via ecc. ovvero dipende anche dal comportamento e non soltanto da una come si suole dire di fiducia mentre proprio in questa occasione coloro i quali informati o esperti in materia hope that emerging awareness will save from Doomsday presentino some sound suggestions convinti della convinzione poiché in effetti esagerano sempre con la presunzione come una permeabilità di questi capovolti per così dire inversi perché appunto questo rendeva tutto non meno miserabile di cosa che non doveva essere il caso se almeno una volta ma questo non lo faceva mai e chi dopo tutto non ne ha uno nel al o simili comunque come nel mezzo di un discorso con una bicicletta come se non poi ugualmente come se non lo spoglio grigio o che altro il sole del mattino ricorda e non ci si ricorda quando come p. es. a che pro fare qualcosa e che fanno ora recupero su recupero tutto ciò infatti visto alla luce non era affatto quello per cui oggi di nuovo da costoro che avrebbero certamente e le foto sono del resto ancora tutte e anche se questo non è questo ancora una giustificazione bensì semplicemente il fatto che e niente con e anche più tardi non e non affatto poiché veramente era un in tutto e per tutto simile in realtà semplicemente

(pp.165-166)

(Testi 1 | 2 | 3 / Helmut Heissenbüttel ; tr. Emilio Picco ; Einaudi 1968)

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Helmut Heissenbüttel su GAMMM

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