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cette fin du monde de poche s’exprimait tout entière dans la syllabe fragm (Michel Leiris)

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Kafka. Lettera non scritta

Posted by alfredoriponi su agosto 23, 2011

kafka

 

Prometeo

 

Quattro leggende narrano la storia di Prometeo: Secondo la prima fu inchiodato al Caucaso perché aveva gabbato gli dei, per punirlo furono inviate delle aquile a mangiargli il fegato che ogni volta ricresceva. La seconda racconta che Prometeo per il dolore causato dai colpi delle aquile si spingeva contro la roccia fino a fondersi con essa.
La terza dice che nei millenni il suo tradimento fu scordato, le aquile, gli dei e lui stesso dimenticarono.
Secondo la quarta ci si stancò di questa leggenda. Sia gli dei che le aquile si stancarono anche la ferita esausta si chiuse.
Senza spiegazione rimase la montagna rocciosa. La leggenda cerca di spiegare quello che non può. Dato che viene da una parte di verità, deve terminare con l’inspiegabile.

[G. Laportella, K Lettera non scritta – Otto racconti scelti da G. Laportella, trad. J. P. Groenewold e V. Riviello, La camera verde 2007]

*

Di Prometeo ci parlano quattro leggende.
Secondo la prima, dato che egli aveva tradito gli dèi per amore degli uomini, venne incatenato sul Caucaso, e gli dèi inviarono delle aquile a divorargli il fegato che ricresceva di continuo.
Stando alla seconda, Prometeo, per il dolore causatogli dai becchi che lo dilaniavano, si schiacciò sempre più profondamente contro la roccia fino a divenire un tutt’uno con essa.
Secondo la terza, il suo tradimento venne dimenticato nel corso dei millenni; dimenticarono gli dèi, le aquile, egli stesso.
Secondo la quarta, ci si stancò di ciò che ormai aveva perduto il suo senso. Si stancarono gli dèi, si stancarono le aquile, la ferita – stanca – si richiuse.
Restò l’inesplicabile montagna di roccia… La leggenda tenta di spiegare l’inesplicabile. Poiché essa nasce da un fondo di verità, deve a sua volta per forza finire nell’inesplicabile.

[trad. Giulio Schiavoni, BUR]

*

Di Prometeo trattano quattro leggende.
Secondo la prima egli fu inchiodato al Caucaso, perché aveva tradito gli dei a vantaggio degli uomini, e gli dei mandavano aquile a divorargli il fegato sempre ricrescente.
La seconda vuole che Prometeo, per il dolore procuratogli dai colpi di becco, si sia addossato sempre più al la roccia fino a diventare con essa una cosa sola.
La terza asserisce che nei millenni il suo tradimento fu dimenticato; tutti dimenticarono: gli dèi, le aquile, egli stesso.
Secondo la quarta ci si stancò di lui che non aveva più motivo di essere. Gli dei si stancarono, le aquile si stancarono, la ferita – stanca – si chiuse.
Rimase l’inspiegabile montagna rocciosa. – La leggenda tenta di spiegare l’inspiegabile. Siccome proviene da un fondo di verità, deve terminare nell’inspiegabile.

[trad. Ervino Pocar, Mondadori]

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