fragm

cette fin du monde de poche s’exprimait tout entière dans la syllabe fragm (Michel Leiris)

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Bernard Noël / L’ombra del doppio

Posted by alfredoriponi su giugno 22, 2012

Sequenza 1 – che cos’è il tempo; sequenza 3 – che cos’è l’oggettività. Avvicinamento 2 – perché una forma. Ogni sequenza-avvicinamento di questo libro di B. Noël si apre e si svolge su un’interrogazione. “Il Tu cancella l’Io perché su di lui ha il vantaggio del silenzio.” – Scrive Noël nella nota introduttiva. Cosa accade. La lingua dell’io rimbalza si specchia nel tu e riempie la bocca d’ombra e di silenzio; è il tu questa sostanza oscura che viene riversata sulla pagina vuota e bianca, superficie specchio del paradiso perduto dell’unità1. “la faccia umana / … / è la bocca nera / dove il tu si getta nell’io” 2. Dov’è il “punctum” dell’identità personale; cosa trattiene dal cadere definitivamente nell’ombra del doppio. È nel suo essere dominato e non padrone della voce la sostanza del suo essere doppio, punto di equilibrio che impedisce il crollo. “L’io non esiste. IO è una posizione di equilibrio”.

Che cos’è l’oggettività. (il “tu”), come gli animali e le cose, “vive” nello spazio, nell’estensione. “lo spazio divora tutti i luoghi / bianca notte la bocca vede”. L’io, “vive” nel tempo che si contrae, è destinato irrimediabilmente a contrarsi in un punto. Che è il luogo del proprio corpo. “Il tempo presente non si richiude mai su se stesso, è sempre aperto come una ferita da cui scorre via la nostra forza”.

[…]

http://www.academia.edu/3234439/Bernard_Noel_Lombra_del_doppio

**

L’ombra del doppio

Sequenza 3

che cos’è l’oggettività

la terra è curva e il senso
un dado buttato nell’occhio

lo spazio divora tutti i luoghi
bianca notte la bocca vede

il suo tu qualcosa una fossa
nell’aria una mano va via

ritagliando la forma del mondo
davanti ad ognuno si alza l’altro

qu’est-ce que l’objectivité 

 la terre est courbe et le sens  
un dé lancé dans l’oeil 

l’espace mange tous les lieux 
nuit blanche la bouche voit 

son tu quelque chose une fosse 
en l’air une main qui s’envole

en découpant la forme du monde 
devant chacun l’autre se lève 

 

*

Qual è questo viso

avvicinamento 2

 

perché una forma
perché lo esige
la precarietà
seguire l’inclinazione
verso la propria perdita
sarebbe la vera fortuna

il possibile invoca
un punto di riferimento
poi lo insemina
vi fa crescere
il volto umano

pourquoi une forme 
pourquoi la précarité 
l’exige-t-elle
suivre son penchant
vers sa perte 
serait sa véritable chance 

le possible réclame 
un repère puis
l’ensemence
pousse en lui
la face humaine  

*

Sul quel poco di corpo

21

a se stesso
l’intimo estraneo

il nudo
nel proprio cuore

né alto
né basso
in mancanza di uno

à soi- même 
l’intime étranger 

le nu 
dans son propre cœur 

ni haut 
ni bas 
faute de un 

(tr. it. L. Frisa – postfazione M. Ercolani)

scheda editoriale:

http://www.edizionijoker.com/L’ombradeldoppio.html

—————————————————

 Toute chose mentale a son arrière-pays qui se perd dans les ténèbres. L’écriture cherche à dialoguer avec la figure qui se tient là-bas, dans le noir. Ou qui donne l’illusion de s’y tenir. On a longtemps cru que ce là-bas était au-delà alors qu’il se trouve en-deçà. Qu’il est bien avant, du coté de l’insaisissable origine, et non pas du coté d’un après dont la porte serait la mort. Celui qui écrit – ici ou ailleurs-  il voit son ombre surgir, s’avancer, reculer, se perdre. Est-ce  bien son ombre? Est-ce seulement son double? Le Je n’est rien tant qu’il ne s’est pas reflété sur le Tu, mais dans cette rencontre le Tu effaces le Je parce qu’il a sur lui l’avantage du silence. Ainsi la langue du Je ricoche sur le Tu puis, ayant rebondi sur lui, rempli d’ ombre la bouche du Je. D’ ombre et de silence. Chargée de substance obscure par ce renvoi, la langue tire alors vers la page la présence essentielle du Tu comme si, vide et blanche, la surface mirait le paradis perdu de l’unité. (Bernard Noël, Nota per l’edizione italiana)

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